1 Chronicles 29

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First Chronicles 29 gathers royal generosity, public worship, covenant memory, and Solomon’s succession into one chapter where David lets the kingdom return to God.

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First Chronicles 29 does not let the reader admire sacred grandeur without hearing the confession that destroys human ownership. The chapter begins with willing gifts and public joy, yet David immediately turns the whole moment into worship by confessing in 1 Chronicles 29:10-16 that greatness, power, glory, victory, and majesty belong to the Lord. That means the offerings are not proof that Israel has enriched God. They are proof that all things already came from his hand. Then the chapter moves into covenant memory and royal transition. In 1 Chronicles 29:20-25 the people worship, Solomon is publicly established, and the kingdom is received under God’s rule. First Chronicles 29 matters because it asks whether you still treat religious success as something the people of God can finally own, or whether you can return honor, resources, and future into the hands from which they first came.

Wie sich das Kapitel entfaltet

The chapter moves from freewill offerings into David’s public prayer, the people’s joy, and Solomon’s public establishment before the Lord.

Warum dieses Kapitel wichtig ist

It matters because it shows that even royal splendor must end in confessed dependence: all things come from God and belong to him.

Auslegungsfrage im Blick behalten

Do not read the chapter as a fundraising success story. Its center is worshipful surrender, not institutional achievement.

Fragen zu diesem Kapitel

  • Why does David interpret generosity as returning to God what already came from his hand?
  • How does the public joy of the people expose the difference between true worship and mere spectacle?
  • What does Solomon’s establishment reveal about kingship received under God rather than possessed for the self?

Mit Kontext studieren

Nutze dies als Kapitel-Leitfaden und gehe dann tiefer in den Text selbst. Ziel ist es, die Beobachtung zu verlangsamen, die Struktur wahrzunehmen und bessere Fragen zu stellen, bevor man vorschnell zu Schlussfolgerungen kommt.

1 Poi il re Davide disse a tutta la raunanza: “Salomone, mio figliuolo, il solo che Dio abbia scelto, è ancora giovine e in tenera età, e l’opera è grande; poiché questo palazzo non è destinato a un uomo, ma a Dio, all’Eterno. 2 Ora io ho impiegato tutte le mie forze a preparare per la casa del mio Dio dell’oro per ciò che dev’esser d’oro, dell’argento per ciò che deve esser d’argento, del rame per ciò che dev’esser di rame, del ferro per ciò che dev’esser di ferro, e del legname per ciò che dev’esser di legno, delle pietre d’onice e delle pietre da incastonare, delle pietre brillanti e di diversi colori, ogni specie di pietre preziose, e del marmo bianco in gran quantità. 3 Di più, per l’affezione che porto alla casa del mio Dio, siccome io posseggo in proprio un tesoro d’oro e d’argento, io lo do alla casa del mio Dio, oltre a tutto quello che ho preparato per la casa del santuario: 4 cioè tremila talenti d’oro, d’oro d’Ofir, e settemila talenti d’argento purissimo, per rivestirne le pareti delle sale: 5 l’oro per ciò che dev’esser d’oro, l’argento per ciò che dev’esser d’argento, e per tutti i lavori da eseguirsi dagli artefici. Chi è disposto a fare oggi qualche offerta all’Eterno?” 6 Allora i capi delle case patriarcali, i capi delle tribù d’Israele, i capi delle migliaia e delle centinaia e gli amministratori degli affari del re fecero delle offerte volontarie; 7 e diedero per il servizio della casa di Dio cinquemila talenti d’oro, diecimila dariche, diecimila talenti d’argento, diciottomila talenti di rame, e centomila talenti di ferro. 8 Quelli che possedevano delle pietre preziose, le consegnarono a Jehiel, il Ghershonita, perché fossero riposte nel tesoro della casa dell’Eterno. 9 Il popolo si rallegrò di quelle loro offerte volontarie, perché avean fatte quelle offerte all’Eterno con tutto il cuore; e anche il re Davide se ne rallegrò grandemente. 10 Davide benedisse l’Eterno in presenza di tutta la raunanza, e disse: “Benedetto sii tu, o Eterno, Dio del padre nostro Israele, di secolo in secolo! 11 A te, o Eterno, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra e tuo! A te, o Eterno, il regno; a te, che t’innalzi come sovrano al disopra di tutte le cose! 12 Da te vengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il render forte ogni cosa. 13 Or dunque, o Dio nostro, noi ti rendiamo grazie, e celebriamo il tuo nome glorioso. 14 Poiché chi son io, e chi è il mio popolo, che siamo in grado di offrirti volenterosamente cotanto? Giacché tutto viene da te; e noi t’abbiam dato quello che dalla tua mano abbiam ricevuto. 15 Noi siamo dinanzi a te dei forestieri e dei pellegrini, come furon tutti i nostri padri; i nostri giorni sulla terra son come un’ombra, e non v’è speranza. 16 O Eterno, Dio nostro, tutta quest’abbondanza di cose che abbiam preparata per edificare una casa a te, al tuo santo nome, viene dalla tua mano, e tutta ti appartiene. 17 Io so, o mio Dio, che tu scruti il cuore, e ti compiaci della rettitudine; perciò, nella rettitudine del cuor mio, t’ho fatte tutte queste offerte volontarie, e ho veduto ora con gioia il tuo popolo che si trova qui, farti volenterosamente le offerte sue. 18 O Eterno, o Dio d’Abrahamo, d’Isacco e d’Israele nostri padri, mantieni in perpetuo nel cuore del tuo popolo queste disposizioni, questi pensieri, e rendi saldo il suo cuore in te; 19 e da’ a Salomone, mio figliuolo, un cuore integro, affinch’egli osservi i tuoi comandamenti, i tuoi precetti e le tue leggi, affinché eseguisca tutti questi miei piani, e costruisca il palazzo, per il quale ho fatto i preparativi”. 20 Poi Davide disse a tutta la raunanza: “Or benedite l’Eterno, il vostro Dio”. E tutta la raunanza benedì l’Eterno, l’Iddio de’ loro padri; e s’inchinarono, e si prostrarono dinanzi all’Eterno e dinanzi al re. 21 E il giorno seguente immolarono delle vittime in onore dell’Eterno, e gli offrirono degli olocausti: mille giovenchi, mille montoni, mille agnelli, con le relative libazioni, e altri sacrifizi in gran numero, per tutto Israele. 22 E mangiarono e bevvero, in quel giorno, nel cospetto dell’Eterno, con gran gioia; proclamarono re, per la seconda volta, Salomone, figliuolo di Davide, e lo unsero, consacrandolo all’Eterno come conduttore del popolo, e unsero Tsadok come sacerdote. 23 Salomone si assise dunque sul trono dell’Eterno come re, invece di Davide suo padre; prosperò, e tutto Israele gli ubbidì. 24 E tutti i capi, gli uomini prodi e anche tutti i figliuoli del re Davide si sottomisero al re Salomone. 25 E l’Eterno innalzò sommamente Salomone nel cospetto di tutto Israele, e gli diede un regale splendore, quale nessun re, prima di lui, ebbe mai in Israele. 26 Davide, figliuolo d’Isai, regnò su tutto Israele. 27 Il tempo che regnò sopra Israele fu quarant’anni: a Hebron regnò sette anni; e a Gerusalemme, trentatre. 28 Morì in prospera vecchiezza, sazio di giorni, di ricchezze, e di gloria; e Salomone, suo figliuolo, regnò in luogo suo. Or le azioni di Davide, 29 le prime e le ultime, sono scritte nel libro di Samuele, il veggente, nel libro di Nathan, il profeta, e nel libro di Gad, il veggente, 30 con tutta la storia del suo regno, delle sue gesta, e di quel che avvenne ai suoi tempi tanto in Israele, quanto in tutti i regni degli altri paesi.

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Studienbibel

Vers-für-Vers-Notizen

Verse 29:10-16 Deep

Alles Geben wird als empfangene Gnade entlarvt, die zurückkehrt

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Davids Gebet verweigert jede religiöse Selbstbeglückwünschung. Das Volk hat willig gegeben, und doch besteht David darauf, dass alles bereits aus Gottes Hand kam. Anbetung beginnt dort, wo Besitzanspruch aufgegeben wird.

Wichtige Bibelstellen
Verse 29:20-25 Standard

Königliche Nachfolge steht unter der Anbetung und nicht über ihr

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Salomo wird in einer Szene eingesetzt, in der die Versammlung sich vor dem Herrn beugt. Das Kapitel rahmt Königtum als empfangene Verwaltung unter göttlicher Herrschaft und nicht als autonomen Besitz.

Wichtige Bibelstellen
Hintergrund und Spracheinsichten Originalsprachen, kultureller Kontext und warum sie das Lesen dieses Kapitels verändern.
Hintergrund

Kultureller Kontext

1 Chronicles 29 · Tempelkönigtum und freiwillige Opfergabe Zum Text

Königliche Bauprojekte der antiken Welt verherrlichten gewöhnlich den König. 1. Chronik 29 lenkt Glanz, Schatz und Nachfolge zurück auf den Herrn.

Moderne Leser reduzieren das Kapitel leicht auf Großzügigkeitstechnik und übersehen, dass es den königlichen Besitzanspruch selbst umstößt.

Es lässt Davids Gebet weniger wie fromme Zeremonie und mehr wie die Übergabe aller öffentlichen Herrlichkeit an Gott klingen.

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